nelidebandello

Posts Tagged ‘OPTIME/FRAGILE’

Jazz Today – Cambridge –

In News on aprile 11, 2013 at 2:21 pm

Some Leibniz tunes on the Cambridge Jazz Radio program by Pete Butchers:

see/listen to his playlist here    http://jazztoday-cambridge105.blogspot.it/

Luca Casarotti’s 2012 Playlist (AllAboutJazz)

In Reviews on febbraio 2, 2013 at 3:34 pm

On All About Jazz 2012 year review, journalist Luca Casarotti  sets my last work “Otime/Fragile” among the outstanding releases.

I’d like to share these nice signs with friends musicians who helped me through
the making of this EP: Enrico Terragnoli, Giulio Corini, Francesco Bigoni and Pasquale Mirra.

 

http://italy.allaboutjazz.com/php/article.php?id=8713

Mellophonium segnala “Optime/Fragile”

In Reviews on gennaio 26, 2013 at 3:06 pm

Fra i CD da ascoltare del 2012 i redattori del sito musicale Mellophonium
segnalano sia il recente EP del mio progetto Leibniz  che una precedente incisione del quartetto di Emanuele Maniscalco intitolata “From Time to Time”.
Con Emanuele, qui in veste di pianista,  ritroviamo  Francesco Bigoni al sax tenore, Giulio Corini al contrabbasso e  Bandello alla batteria.

http://www.elgallorojorecords.com/archivio-recensioni/2005/05/from_time_to_ti.php

AllAboutJazz Review

In Reviews on dicembre 21, 2012 at 12:15 am

Optime/Fragile
Nelide Bandello – Leibniz | El Gallo Rojo (2012)

di Luigi Sforza

http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=8649

(…)La sostanza c’è, gli episodi musicali dimostrano coesione, la scrittura e gli arrangiamenti sono ben rifiniti e tutto il lavoro del quintetto fa emergere un unico racconto sonoro diviso in quattro capitoli, che ci lasciano con il desiderio di ascoltare altri brani.
Ciò che risulta è un susseguirsi di scene; si alternano temi a geometria variabile a sequenze rarefatte, spinte verso registri drone ambient a situazioni improvvisative liberate dai vincoli delle progressioni armoniche.

Ne risulta un disco intessuto con l’uncinetto da bravi interpreti(…)

Stile: Inclassificabile

Review by Cuadernos de Jazz

In Reviews on dicembre 16, 2012 at 2:17 pm

http://www.cuadernosdejazz.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2595

Nelide Bandello Leibniz Imprimir E-mail

Optime / Fragile

Francesco Bigoni (cl, st), Pasquale Mirra (vib), Giulio Corini (b), Enrico Terragnoli (g-el, podophone), Nelide Bandello (bat).
Roma, junio de 2011
Punto Rojo / El Gallo Rojo 0052/14-2

Nueva entrega de la factoría italiana El Gallo Rojo, esta vez dentro de su subsello Punto Rojo, un reservado en el que se traman trabajos de pequeño formato o bien encuentros entre músicos de la escudería. Este segundo disco del proyecto Leibniz del baterista Nelide Bandello vendría a ser como un e.p., un disco de tan solo 4 piezas que a pesar de su brevedad (algo más de 20 minutos) es suficiente para mostrarnos su propuesta, de lo que son capaces y por qué vías de trabajo apuestan. Todos los miembros del quinteto son ‘sospechosos habituales’ del plumífero colorado, y por tanto tiene el sonido característico de los discos de la escudería: música bien elaborada, que también es muy creativa, y que a la vez está interpretada por unos músicos intachables. Como suele ocurrir con muchas ediciones del sello, lo que al final tenemos es un pandemónium de tendencias fusionadas o hilvanadas con sumo gusto, atención al detalle y con una perspectiva artística que siempre resulta dinámica e inteligente: saben moverse tan bien en la ironía como en lo más cerebral, y en cualquier tipo de registro suenan convincentes.

Hay que decir que en su origen estos cuatro temas debían haber formado parte de un disco más largo que, por diversas razones, iba pasando el tiempo y no se grababa más material. Finalmente, tras haber reflexionado sobre ello se decidió editarlo así, pues de alguna manera estas cuatro piezas era una síntesis tan válida como lo serían cincuenta o sesenta minutos de música. Esto, a mi entender, es un punto que ya denota su inteligencia, pues precisamente muchos discos no llegan a ser buenos debido a la incontinencia de sus músicos: más vale calibrar bien y entregar algo que deje con ganas de más que no, por el contrario, que aburra aunque sea un poco.

En lo estilístico, nos encontramos ante una música de ambientes, con una densidad y una sonoridad especiales a las que contribuye, y no poco, el vibráfono, un instrumento que no es muy utilizado en los últimos tiempos. Saben cómo proyectar determinadas iluminaciones así como crear sombras. Hay momentos de jazz, por más que visto desde un nuevo prisma, como la maravillosa Cough, apenas tres minutos de un jazz morboso y cinematográfico. U otros momentos –Burning Fuffa– donde una melodía finísima, de indisimulado aroma italiano y popular (que salvando las distancias puede traer al recuerdo a la ona laietana), se enrosca sobre un colchón sonoro extraño, que parecería ajeno a ella, pero que al final va encontrando su acomodo. O el juego con la música contemporánea en el inicio de la larga The Fading Man, en la que después vuelven a introducir elementos étnicos (de su tierra pero también del este de Europa) en un crescendo perfectamente modulado a partir de escenas o cuadros. En Leibniz, el rock intimista, el jazz, el folklore y la experimentación avanzan de la mano y sin sobresaltos, armoniosamente, como buenos italianos que son. Otra gran entrega de El Gallo Rojo, una fábrica de música creativa, sorprendente y excepcional que es de lo mejor que hay ahora mismo en Europa.

Germán Lázaro
© Cuadernos de Jazz, diciembre-2012

LEIBNIZ – EP “Optime/Fragile”

In New Releases on ottobre 19, 2012 at 3:24 pm
LEIBNIZ – EP “Optime/Fragile”
Dopo quasi 5  anni di silenzio interrotto solo da episodiche apparizioni dal vivo, Nelide Bandello  dà alle stampe il  secondo lavoro a proprio nome con il progetto Leibniz.
Lo fa con l’ EP intitolato “Optime/Fragile”, contenente quattro composizioni autografe registrate in  una seduta di studio del giugno 2011.
Originariamente pensate per avere a breve un seguito con l’apporto di altri brani,
le incisioni di quella giornata sono rimaste –a distanza di un anno- le uniche realizzate.
La pubblicazione  del lavoro segna quindi una  tappa lungo un percorso dagli orizzonti  indeterminati, in una provvisorietà che trova, almeno per il momento, una sua compiutezza.
A questo vuole riferirsi il titolo, nel quale la perentorietà a cui allude attraverso un rimando alla citazione  hic manebimus optime  si coniuga alla precarietà del “fragile”.
Altre composizioni per ora  giacciono nelle polverose cartelline dei musicisti, separati dalla geografia e dalla professione, ma è difficile sapere se e quando sarà possibile  e sensato registrarle.
Nel frattempo godiamoci l’EP.
Assieme alla batteria di Bandello, in “Optime/Fragile”  ritroviamo il sax ed il clarinetto di Francesco Bigoni, il vibrafono di Pasquale Mirra ed il contrabbasso di Giulio Corini.
Rispetto alla formazione originaria apparsa nell’esordio “No Leader” (JE Records 2007), la line up si presenta arricchita dal contributo di Enrico Terragnoli (chitarra e podofono) e pone oggi in maggior luce gli elementi fondamentali della musica del batterista: suoni acustici venati di  ipnotiche distorsioni, ritmi frammentati, percorsi melodici incisivi.
Nella scrittura, ancora più emancipata rispetto al primo lavoro  dalle iniziali influenze jazz, permangono  echi minimalisti contestualizzati in tessiture cangianti,  bruschi cambi di direzione e un equilibrio enigmatico tra ironia e sfumature drammatiche.
Se il breve episodio di “Cough” termina la sua corsa singhiozzante in un’eco disillusa, la maggior parte dei brani presenta invece un respiro più articolato ed una successione di scene, come  nel discorsivo e malinconico “The Fading Man” che schiude finestre consecutive, ospita al suo centro l’apparizione del basso, quasi ad evocare le movenze di  un ginnasta al rallentatore, e quando infine si allontana all’orizzonte lo fa affrontando con passo solido l’inquietudine di un presagio sinistro. I brani di “Optime/Fragile” aprono possibilità, non mettono punti fermi: richiamano un equilibrismo difficile e consapevole, non solo musicale. Un “hic manebimus optime” che trova nella fragilità la sua cifra poetica._ _ _
Nelide Bandello (1971), di origini salentine,  è un polistrumentista e compositore, con un passato da songwriter semiserio, classificato per approssimazione nella categoria residuale del cosiddetto “jazz di confine”.
Si è formato attraverso la partecipazione a gruppi di rock alternativo (fra gli ultimi episodi: Lecrevisse e Il Generale Inverno), di elettro-funk (Bottin), di musica folk (Hotel Rif) ed altre proteiformi esperienze, forgiando progressivamente  lo stile libero ed aperto del suo drumming.
Trasferitosi stabilmente a Verona nel 1999, è entrato in contatto con i musicisti più creativi della scena cittadina, stringendo con essi rapporti di collaborazione ed amicizia. Gli stessi musicisti avrebbero poi dato vita al collettivo El Gallo Rojo, di cui lo stesso Bandello è membro dal 2006.
Oltre alle numerose collaborazioni come sideman (particolarmente felici quelle con Patrizia Laquidara e Libero Motu), porta avanti anche progetti da leader, il principale dei quali è il gruppo Leibniz, che ha debuttato per la JE Records di Marco Valente  caratterizzandosi  fin dall’esordio per un linguaggio equidistante dal rock  e dal jazz,  sebbene discendente da entrambi.
Nel 2006  ha dato anche vita all’apprezzato ensemble Einfalt,  quartetto cameristico di improv-visazione e sperimentazione cui partecipano stabilmente  Giulio Corini, Andrea Faccioli “Cabeki” e Stefano Roveda (A Classic Education, Å), e che ha visto la collaborazione di  Alfonso Santimone, Achille Succi e Maria Vicentini.Testi C. DeF.
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